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Oggi 02/04/2015 iniziano i Riti della Settimana Santa
Ore 15, ecco i “perdune”
La Settimana Santa tarantina si apre oggi pomeriggio alle ore 15 con l’uscita della “prima posta” dalla sacrestia di via Giovinazzi della chiesa del Carmine. La coppia di confratelli, a piedi nudi, come tutte le altre, sarà diretta alle chiese del Borgo. Qualche minuto dopo le 15 toccherà alla cosiddetta “posta di città” che uscirà dal portone principale del Carmine, in piazza Giovanni XXIII, con destinazione la Città vecchia. L’occasione sarà propizia, come ogni anno, per l’abbraccio fra i residenti e quanti, amici e parenti, ritornano appositamente in città, essendo costretti a vivere lontano per motivi di studio o di lavoro. Soprattutto questi ultimi non mancheranno di scattare foto-ricordo accanto ai “perdune” (senza però disturbare l’atto penitenziale) quale testimonianza della rimpatriata, magari da rivedere più in là, nei momenti di più acuta nostalgia per la nostra città. Tante altre coppie confratelli si succederanno nel pellegrinaggio fino a sera tardi, col nutrito capannello di “cataldiani” ad assaporare questo importante atto della tradizione. In prima fila, i bambini che, facendosi coraggio, si spingeranno a far tintinnare i ricchi medaglieri alla cintola dai confratelli, così da raccontarlo ai compagni di classe. E magari vantandosi della promessa del papà, compiuta l’età prevista dallo statuto, di iscriverli alla confraternita. Magari un giorno potrebbe toccare a loro “nazzecarsi”. E c’è da giurarci che molte pagine di facebook di tarantini mostreranno in quantità foto e filmati dei “perdune” intenti al loro incedere penitenziale per un momento di preghiera davanti agli artistici altari della reposizione. Per questi ultimi, i caratteristici sepolcri”, le parrocchie del Borgo e della Città vecchia questa mattina (mentre in Concattedrale alle ore 10 si celebra la Messa crismale) hanno in corso gli ultimi preparativi, in un trionfo di fiori e di panneggi che non mancheranno di suscitare l’ammirazione di quanti in serata li visiteranno. Alle ore 16.30 al Carmine sarà celebrata la Messa in Coena Domini; a seguire, in piazza Giovanni XXIII, la processione eucaristica con numerosi confratelli in abito di rito. Subito dopo, l’uscita delle bande per il consueto giro per le vie del Borgo, con destinazione finale piazza Giovanni XXIII, ma non è esclusa una puntatine in Città vecchia. A suonare saranno i complessi ingaggiati dall’arciconfraternita del Carmine per la processione dei Misteri che tra un “Gravame” e un “Giovedì Santo” si contenderanno i consensi degli appassionati delle nostre musiche tradizionali. Si tratta, come lo scorso anno, dei complessi “Giovanni Paisiello” di Palagiano, “Giuseppe Chimienti” di Montemesola, “Lemma” e “Grande orchestra di fiati Santa Cecilia”, entrambi di Taranto. Non mancheranno le novità in tema di esecuzioni, con anteprime proprio nel giro, di cui scriveremo domani.
Alle ore 18, in cattedrale, l’arcivescovo mons. Filippo Santoro celebrerà alle ore 18; subito dopo l’Eucarestia sarà portata dai confratelli di Santa Maria di Costantinopoli nella chiesa di San Giuseppe per essere esposta all’adorazione dei fedeli. Nella chiesa di San Domenico la Messa in Coena Domini avrà luogo alle ore 17.30; alle ore 20 inizierà l’adorazione eucaristica da parte delle consorelle e alle ore 22.15 dei confratelli. Alle ore 23 prenderà il via da San Domenico il pellegrinaggio dell’Addolorata per le strade della Città vecchia e nuova. L’arrivo al Borgo della venerata immagine è previsto attorno alle ore 7 di Venerdì Santo mentre alle ore 9 ci sarà la sosta all’istituto Maria Immacolata; la processione rientrerà in San Domenico attorno alle ore 14. E tre ore dopo, i Misteri, che quest’anno, come annunciato, giungeranno eccezionalmente in Città vecchia per i 250 anni dalla donazione delle immagini di Gesù Morto e dell’Addolorata alla confraternita del Carmine da parte della nobile famiglia dei Calò.
Ricordiamo infine che Il Circolo filatelico e numismatico “La Persefone Gaia”, Il gruppo di filatelia religiosa Maria S.S. del Monte Carmelo e l’arciconfraternita del Carmine, hanno organizzato per oggi una manifestazione filatelica in piazza della Vittoria dalle ore 10 alle ore 16 per un annullo filatelico speciale sulle cartoline appositamente fatte stampare e a tiratura limitata.
Angelo Diofano da Taranto Oggi 2-4-2015

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1 aprile 2015/11:19/Attualità, In Evidenza
Venerdì santo nel borgo antico in occasione del 250° anniversario della donazione da parte della famiglia Calò delle due statue del Cristo Morto e della Vergine Addolorata
La Processione dei Misteri quest’anno percorrerà la città vecchia di Taranto.

Come è noto si tratta di un percorso starodinario, concesso da parte dell’Arcivescovo di Taranto, S.E. Mons. Filippo Santoro, ai vertici dell’Arciconfraternita del Carmine, Priore Antonello Papalia e Padre Spirituale Mons. Marco Gerardo, per la Settimana Santa 2015.

Un percorso straordinario per un’occasione straordinaria: la celebrazione del 250° anniversario della donazione da parte della famiglia Calò delle due statue del Cristo Morto e della Vergine Addolorata. Simulacri ora impreziositi dal velo e dalla corona benedetti da Papa Francesco.

Nell’immagine che vi proponiamo, il percorso dei Sacri Misteri che, dunque, dopo quasi 50 anni, tornano nell’Isola. Si tratta della cartina ufficiale realizzata da Nunnari Grafiche.

La processione uscirà dalla Chiesa del Carmine venerdì 3 aprile alle 17, per poi farvi rientro l’indomani, sabato 4 aprile, alle 07:30.

Queste le strade che percorrerà: via D’Aquino, via Margherita, via Matteotti, Ponte Girevole, Discesa Vasto, via Garibaldi, vico Via Nuova (in questo tratto il passaggio è riservato esclusivamente agli addetti ai lavori ed ai confratelli in abito di rito), piazza Duomo (qui la sosta nella Cattedrale, dove l’arrivo della troccola è previsto intorno alla mezzanotte, per poi uscire nuovamente alle 01:15), via Duomo, piazza Castello, Ponte Girevole, via Matteotti, via Margherita e via D’Aquino con il rientro in piazza Giovanni XXIII (anche nota come “piazza Carmine”).

Nella mappa proposta, sono evidenziati i vari orari, i percorsi alternativi per evitare le calche, i punti maggiormente spaziosi ed il posizionamento di tribune e maxi schermi.

Si sottolinea, infine, che, mentre il percorso di andata è consigliato a gruppi numerosi di persone, famiglie con bambini e disabili, quello di ritorno è sicuramente più stretto.

M. Mic. Corriere di Taranto

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Giovedì santo con una città in strada
Lenta viene la Pasqua
Le nostre tradizioni del Giovedì Santo sono state onorate alla grande. Temperature miti e soprattutto nessun pericolo di pioggia com’è accaduto di frequente in questi ultimi anni. Ma pochi, per una sana prudenza, hanno voluto alleggerirsi. Già attorno alle 14 sono giunti i primi confratelli davanti al Carmine con gli abiti nelle custodie e la valigia con gli accessori che, dopo le rituali due chiacchiere e il caffè a “La Sem” (tornata poco distante dal suo sito tradizionale), hanno bussato al portoncino della sagrestia. Uno sguardo daccapo al cielo, con una preghiera perchè niente potesse rovinare questa giornata, e poi su, veloci, per le scale a cambiarsi. Nei camerini, tutto uno scambiarsi di auguri. Fra una parola e l’altra i minuti sono volati, fino alla chiamata per la preghiera e la benedizione del padre spirituale della confraternita, mons. Marco Gerardo. “Fratelli, pronti!”, è risuonato l’invito degli assistenti. Via, quindi, a scendere quelle scale col batticuore, con i piedi nudi ormai insensibili al freddo del pavimento, fino a ritrovarsi immobili davanti al portoncino. Che strepito fuori con tutto un accalcarsi alla ricerca del posto migliore. Un’emozione tale da far venire la voglia… di tornare su. Ma neanche a dirlo, forse per niente si è aspettato tutto l’anno? Alle 15 in punto il portoncino di via Giovinazzi si è aperto con la “prima posta” ad offrirsi al lampeggiare dei flash. Quasi contemporaneamente, dal portone di piazza Giovanni XXIII, c’è stata l’uscita della prima “posta di città”, definizione ereditata dai tempi in cui Taranto vecchia era l’unica vera città. Anche qui, un folto drappello di “cataldiani” in attesa. Più tardi, tanta gente alla celebrazione della Cena del Signore, con lo sguardo ammirato al maestoso altare della reposizione. Successivamente tanti confratelli sono scesi in processione in piazza, per rendere gloria a Nostro Signore sorto il bianco velo eucaristico. Di là a poco, lo squillo di trombe ha annunciato l’inizio del giro delle bande. Particolarmente solenni le esecuzioni in piazza Giovanni XXIII, dove i complessi hanno fatto ascoltare il meglio del loro repertorio davanti a una folla di amatori. La Settimana santa edizione 12015 sarà ricordata per le numerose novità per le marce funebri. A cominciare da quella intitolata “A Francescoantonio Calò” del maestro della banda di Montemesola Lorenzo De Felice, in omaggio al nobiluomo che donò le state dell’Addolorata e Gesù Morto al Carmine, a “Pater” del maestro Vincenzo Simonetti (in memoria del padre, popolare capobanda della “Paisiello”, don Ciccio Simonetti) che senz’altro si ascolterà stamane in via D’Aquino all’Addolorata; non mancherà la “Desolata” di padre Serafino Marinosci, nell’arrangiamento del maestro Giuseppe Gregucci direttore della grande orchestra di fiati “Santa Cecilia-Città di Taranto”. Può darsi che si sia un’irruzione del repertorio di Ruvo di Puglia con “Il pianto dell’orfano” di Amenduni a cura della banda “Lemma” del maestro Bolognino, sulla cui esecuzione decederà il priore. Tantissimi a sera inoltrata si sono immersi fra i colori e le suggestioni della Città vecchia. Via Duomo, ancora una volta, si è rivelata lo scenario più adeguato per le “nazzecate”, fra odori dei tradizionali dolci e le musiche diffuse a tutto volume dagli impianti stereo. Voglia di rimanere a lungo in quei vicoli, nell’attesa di recarsi subito “suse ‘u bunnine”, sul pendio, ad attendere l’uscita della Madonna, nel frattempo offerta, in San Domenico, alla devozione dei fedeli con lo sguardo supplicante per la sorte dei suoi figli prediletti. Verso il tramonto, dopo la messa dell’arcivescovo in cattedrale, i confratelli di Santa Maria di Costantinopoli hanno scortato processionalmente il Santissimo fino alla chiesa di San Giuseppe. Molti tarantini hanno approfittato del ritorno in Città vecchia per visitare le numerose mostre e soprattutto la rassegna “Pasqua tra gli Ipogei” nella spettacolare via Cava, un gioiello che va adeguatamente valorizzato. Nell’ambito di questa, un grande plauso ha riscosso l’esposizione di Pierino Solito, con maestose rappresentazioni delle due processioni e degli altari della reposizione. In molti inoltre si sono soffermati nella casa natale di Sant’Egidio per visitare il grazioso “sepolcro” allestito da devoti. A mezzanotte, l’uscita della Madonna. Mentre stendiamo queste note, il “troccolante” è dietro al portone di San Domenico intento a una lunga “trukkuliscjiata”. I musicanti, pronti ad attaccare “Gravame”, sono attenti al cenno del maestro. Sul pendio, una grande folla, accalcata all’inverosimile. Alle prime ore di stamane, mentre le prime copie di questo giornale giungeranno in edicola, l’ Addolorata farà il suo ingresso al Borgo. Attorno alle 9 ci sarà la sosta nell’istituto Maria Immacolata per poi prendere molto lentamente, a mattinata inoltrata, la via del ritorno, che dovrebbe compiersi attorno alle ore 14. “Nazzecata” più, “nazzecata” meno. E alle 17, sempre oggi, dalla chiesa del Carmine ultimo atto della tradizione con la processione dei Misteri che, come annunciato, tornerà eccezionalmente in Città vecchia. Questo l’itinerario: piazza Carmine, via D’Aquino, via Margherita, via Matteotti, ponte girevole (il transito è previsto alle ore 20.40), discesa del Vasto, via Garibaldi, vico Vianuova (arrivo alle ore 23), salita Vianuova, via Duomo, cattedrale (alle ore 24). Dopo la pausa di un’ora, durante la quale sarà permessa la visita ai simulacri, la processione prenderà la via del rientro; giungerà alle ore 5 in piazza Castello e alle ore 7.30 il “troccolante” busserà alla chiesa del Carmine. Alle ore 9 il portone si chiuderà alle spalle dell’Addolorata.
Angelo Diofano da Taranto Oggi 3-4-2015

Video amatoriale processiome di notte 2012:

Oggi, alle 7.30 del 4-4-2015, il “troccolante” ha bussato al portone del Carmine

Dal blog dei delfini erranti

Dal blog dei delfini erranti


Processioni con folla e bel tempo
Poco dopo le ore 15.30, con oltre un’ora di ritardo, l’Addolorata ha fatto rientro in San Domenico, accolta dal canto della “Desolata”. Una temperatura particolarmente mite ha caratterizzato il pellegrinaggio della Beata Vergine per le vie della Città vecchia e del Borgo, così da favorire prolungate “nazzecate”. In largo anticipo sull’orario di uscita, giovedì notte, tantissima gente in attesa sul pendio, tanto da consentire a stento un pur angusto corridoio per far passare i confratelli. Con grande attenzione la folla ha ascoltato l’allocuzione dell’arcivescovo dall’alto della scalinata. “Presto – ha detto – le marce funebri e i confratelli, cullandola, porteranno la Vergine lungo le strade. Pensando all’incedere e al tempo lento con il quale sarà portata l’immagine dell’Addolorata, io penso al ‘controtempo’ di Dio. Lento l’incedere degli uomini infatti, svelto invece il passo di Maria… ‘Nazzicando’ noi rendiamo irripetibile e interiore quest’atto di fede. Noi, suoi figli, culliamo la Madre che va in cerca del Figlio dovunque nella nostra città e non riesce a trovarlo. Finché lo trova, crocifisso ingiustamente e morto sulla croce. In quanti luoghi il Signore è ancora morto!”. Così mons. Santoro ha continuato: “Abbiamo un cuore misero quando non ci preoccupiamo dei più deboli, dei poveri, dell’educazione, della scuola, delle donne. Abbiamo un cuore miserabile quando in nome addirittura dell’appartenenza religiosa mettiamo in discussione il valore dell’accoglienza, specie quella dei migranti che alle spalle lasciano guerra e morte”. “Vorrei che credeste con me stasera – ha concluso – che protagonista di questa notte non è il dolore che culmina nel dramma della morte ma la centralità dell’amore. È la chiamata all’amore bello che muove i passi di Maria, è all’amore di Dio che dobbiamo guardare. Anche nella vita personale facciamo l’esperienza della bruttezza del peccato, della povertà, della cattiveria, ma nell’oscurità della notte tarantina con Maria dobbiamo avere l’audacia di starle vicino… È per amore che scorrono queste belle lacrime, è per amore che percorriamo le strade di Taranto. C’è poi tra noi un cuore grande che chiede più cittadinanza nel petto di questa terra, quello della gente di buona volontà che crede, spera e si adopera perché il meglio è sempre possibile. Sono questi che Maria riconosce come suoi figli”. Non è mancato l’accenno alla dolorosa situazione dei due marò in India, per il quale mons. Santoro ha auspicato una pronta soluzione. A mezzanotte le note di “Gravame” hanno dato inizio al mesto pellegrinaggio in un clima di raccoglimento. Tante preghiere si sono elevate alla Mamma per una guarigione dalla malattia, per le difficoltà lavorative di un marito o per un figlio che non riesce a tornare sulla retta via. Tutte invocazioni che la Madre ha raccolto nel suo cuore e consegnato al Figlio che, nel modo opportuno, provvederà. Un’atmosfera diversa in piazza Fontana, fra schiamazzi e bottiglie di birra. Ma la Madonna ha pregato anche per quei giovani. Alle tre, il passaggio sotto l’orologio di piazza Fontana tra gli squilli strazianti delle marce funebri. In via Garibaldi, di fronte al mare, la temperatura mite ha fatto accorrere ancora più gente. L’andatura dei confratelli è rallentata ulteriormente e la processione si è distesa placidamente sulla Marina mentre le tenui tinte dell’alba coloravano l’orizzonte e i pescherecci tornavano dall’uscita notturna. Attorno alle ore 8, oltrepassato il ponte girevole, l’arrivo al Borgo. “Nazzecando, nazzecando” la processione si è soffermata in piazza Giovanni XXIII per l’incensazione da parte del parroco mons. Marco Gerardo. Su via Anfiteatro, rallegrata dal sole d’aprile, l’Addolorata ha iniziato a ricevere l’omaggio delle poste dei “perdune” del Carmine, con la tradizionale genuflessione. Tantissime le casalinghe che, prima delle faccende domestiche, si sono recate davanti alla Vergine per una preghiera. Parecchie decine i fasci di fiori poggiati sulla base e di volta in volta portati nelle chiese vicine. Dopo le ore 10.30 c’è stata la pausa dell’istituto Maria Immacolata dove i confratelli hanno potuto riposare e consumare la colazione portata dai familiari. In fondo a un corridoio è stata posta l’immagine dell’Addolorata, davanti alla quale tantissimi devoti hanno recitato preghiere, fino a quando la “troccola” ha richiamato all’ordine i confratelli. L’uscita è avvenuta verso le ore 11.30, con gran folla in piazza e lungo via D’Aquino, dove il corteo è avanzato lentamente. Dopo le ore 13.30 la processione si è presentata davanti al ponte girevole, spazzato da un forte vento maestrale che ha reso necessaria la presenza di un bus dell’Amat a proteggere il simulacro. Quindi, l’antica via Maggiore affollata come non mai da fedeli che hanno accompagnato l’Addolorata fino a San Domenico.
Alle 17 in punto il portone dei Carmine si è aperto e la tradizione ha vissuto un altro importante momento con la processione dei Misteri. Tanta gente ad accalcarsi alle transenne di piazza Giovanni XXIII. Il “troccolante” è sceso lentamente in piazza e con qualche indecisione ha svoltato per l’altro lato di via D’Aquino, in direzione corso Due Mari, al contrario di quanto avviene ogni anno. Il grande schermo predisposto da “Studio 100”, che ha curato la diretta televisiva, ha mostrato anche i momenti di preparazione dei confratelli all’interno della chiesa. Mancava, com’è noto, la troupe di Blustar per l’annunciata chiusura, cui è andata la solidarietà dell’arcivescovo. Mons. Filippo Santoro ha pronunciato l’allocuzione da un piccolo palco posto in piazza. Lentamente tutte le statue si sono disposte su via D’Aquino (sul lato di piazza Garibaldi c’era il palco per turisti e disabili) e hanno raggiunto il ponte girevole poco prima delle ore 21. In piazza Castello e via Garibaldi gran folla ad attendere i Misteri, giunti in cattedrale, attorno a mezzanotte, per la prevista sosta. Oggi alle ore 5.30, oltrepassato il ponte, la processione sarà al Borgo e alle ore 7.30 il “troccolante” busserà per tre volte al portone del Carmine. Alle ore 9 tutto sarà compiuto.
Angelo Diofano da Taranto Oggi 4-4-2014

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